Ora, i nostri politici si mettono a fare anche “indagini”… sul posto per entrare forse meglio nelle problematiche e non fidandosi, magari, del “sentito dire” di altre persone o, forse, per “toccare veramente con mano” quello che funziona e quello che non funziona. Lo stanno facendo un po’ in ogni settore: vanno a parlare con i pensionati che non arrivano alla fine del mese, con i cittadini che fanno la spesa per vedere cosa “riescono a mettere nel carrello”, vanno nelle piazze per sentire la “voce” degli italiani. Sarà forse il clima pre-elettorale ma si danno un gran da fare: questa volta è toccato ad una sala giochi ad Udine dove l’assessore Battaglia “ha voluto curiosare ed investigare” fingendosi una giocatrice.

Prima si deve dire che la provincia di Udine vuole diventare attiva e partner di progetti anti GAP ed avere nel mirino l’obbiettivo di limitare i messaggi pubblicitari e rafforzare le campagne di informazione per consentire ai giocatori con disagio di poter usufruire di cure e benefici. Poi si deve “lodare” l’iniziativa dell’Assessore Elisa Battaglia, che “in incognito” è entrata in alcune sale da gioco e si è finta giocatrice. Ne è derivata, da questa “missione”, la convinzione profonda che ci voglia più collaborazione con le strutture sanitarie e con i gruppi sul territorio che hanno già sviluppato attività importanti a sostegno di chi è, purtroppo, affetto da gioco patologico. Il disagio c’è, le sale da gioco visitate l’hanno dimostrato, bisogna intervenire.